Tutorial su come realizzare foto HDR da un singolo scatto in RAW.
Prima della visione del video consigliamo la lettura di questo articolo tratto dal blog di Marco Crupi (http://marcocrupifoto.blogspot.com/):
“High Dynamic Range (HDR) vuol dire tecnicamente ottenere un risultato con una gamma dinamica estesa che supera i limiti fisici del sensore grazie alla possibilità di combinare facilmente in digitale scatti con esposizioni ottimizzate per zone diverse della scena.
Dalla definizione è chiaro che non è possibile ottenere un HDR vero da un solo scatto perché con uno scatto solo non superiamo alcun limite di gamma dinamica del sensore. Come tutte le tecniche ha dei limiti, quella dell’HDR è costituita dal dover scattare su treppiedi, scene statiche.
L’equivoco è dato dal fatto che spesso si parla di HDR non per identificare correttamente una tecnica, ma per indicare un certo tipo di risultato con colori molto saturi, contrasto accentuato e luminosità diffusa su tutto lo scatto, che effettivamente si può ottenere anche da un solo scatto con un pò di post produzione, ma non è un HDR, solo post produzione (nonostante venga chiamata HDR dai più).
Ciò che però caratterizza un hdr vero è l’ottenere una gamma dinamica superiore a quella catturabile dal sensore, quindi con ombre aperte ed alteluci contenute anche in presenza di forti contrasti, dove un sensore chiuderebbe inevitabilmente le ombre oppure brucerebbe le alteluci, quindi in situazioni dove il singolo scatto (qualsiasi sia il trattamento in raw) comunque non avrebbe informazioni complete. Quindi mi pare ovvio che da un singolo file Raw non è possibile ottenere delle immagini hdr.
Il formato digitale si comporta esattamente come la pellicola, la corretta esposizione consente di avere la massima estensione dei toni, con la migliore resa delle luci e delle ombre, ogni variazione comporta una perdita da una parte o dall’altra. Spostarsi dalla condizione di equilibrio, comporta sempre una perdita più o meno visibile di informazioni. Per fare un esempio, diciamo che si è fatta la prima foto per esporre le alte luci, la seconda con un esposizione media e la terza esponendo per le ombre, l’unione delle 3 foto darebbe un unica immagine con una ricchezza di colori e dettagli superiore alla singola. Se vogliamo in termini meno fotografici, quando impostiamo l’esposizione ed il valore in ISO, scegliamo un fattore di amplificazione del segnale per il sensore, amplificando introduciamo anche del rumore oltre a quello già presente, se decidiamo di amplificare molto per vedere meglio le ombre, le luci verranno bruciate irrimediabilmente, viceversa se scegliamo le luci ,le ombre potrebbero essere registrate come un unico tono nero senza sfumature. A seconda dell’immagine la cosa può essere più o meno evidente e/o recuperabile.
L’HDR aumenta il dettaglio dell’immagine per ottenere risultati veramente unici. Si può usarlo in maniera leggera per creare fotografie dall’aspetto naturale, oppure marcando particolarmente i filtri per dare un tocco originale e creativo.
Strumenti
Gli strumenti necessari sono un editor di immagini RAW (Photoshop va benissimo) e un programma per manipolare l’High Dynamic Range. Il più famoso è PhotoMatix.
Scattare le fotografie
Ci sono due metodi per creare le fotografie sorgente necessarie per l’HDR. Si può usare il sistema AEB, auto exposure bracketing, che consiste nell’impostare opportunamente la propria fotocamera in modo da scattare 3 fotografie della stessa immagine con diverse esposizioni. L’altro sistema consiste nell’impostare la modalità RAW e scattare una singola foto, per poi estrarne tre usando sistemi di post-elaborazione.
Elaborazione
L’immagine HDR si ottiene aprendo le 3 fotografie con Photomatix. Dal menu HDRI, selezionare la voce “Generate HDR”. Photomatix chiederà conferma sull’esposizione delle 3 immagini, suggerendone una, che per la maggior parte dei casi, è quella esatta. A calcolo ultimato, è necessario fare tuning sui toni usando la voce “tone mapping”.
Il “tone mapping” è la parte più creativa del procedimento e consente di infondere la propria creatività nella foto. Impostando la luminosità delle ombre, la forza dei contrasti locali, la saturazione del colore, i bianchi e i neri, il micro-smoothing e il micro-contrast ( cioè l’accentuazione dei dettagli locali ), si otterranno risultati veramente molto originali.
HDR con Photoshop
Dalla Versione CS2 in poi è possibile creare delle immagini HDR anche con Photoshop, i risultati non sono pero cosi convincenti come con Photomatix.
(nota: i comandi sono in inglese poiché non dispongo della versione in italiano)
Si inizia cliccando su “File” >> “Automate” >> “Merge to HDR…” dopodiché si seleziona la serie (3-5 immagini) di fotografie dello stesso oggetto fatta con diversa esposizione, e si clicca su OK (prima è consigliato selezionare l’opzione in fondo a sinistra per allineare le immagini). Photoshop elaborerà le foto creando un file HDR, dopodiché è necessario modificare il “Tone Mapping”, si deve quindi andare su “Image”(immagine) – “Mode” e selezionare “8Bits/Channel”. Nella finestra che compare si seleziona “Local Adaption” e si configura a piacere.”
E adesso, finalmente…
Video Tutorial Photoshop creato da Francesco Marzoli su:
http://www.digitalpostproduction.it/









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